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Protagonista alla tradizionale ultramaratona Marina Bollini: io e la 100 km del Passatore OVADA – Immaginate di correre dal casello di Ovada alla barriera di Milano: grosso modo 100 km. Ogni anno si svolge la 100 km del Passatore, gran fondo che parte da Firenze e termina a Faenza con un dislivello di 913 metri. La gara si è svolta sabato 24 maggio; quest’anno fra i partecipanti c’era un’atleta ovadese: Marina Bollini, ha terminato la gara in 13h 34 m e 20”, 380° posto assoluto, 31° fra le donne, 2° nella sua categoria Master 45. “Per me è una grande soddisfazione – dice ora Marina - Volevo fortemente arrivare sino in fondo ma in questi mesi ho combattuto con l’incertezza che un’impresa del genere porta con se. L’ho fatto seguendo al minimo dettaglio la tabella degli allenamenti.” Per tutta la gara Marina è stata seguita da uno staff: Alessio Alfier, il preparatore atletico, Emanuela Ottonello, e Flavio Carosio, atleti del Gruppo Podistico Santa Monica, si sono divisi in bicicletta i chilometri al suo fianco. Fornendole il sostegno e l’assistenza anche nelle piccole cose. “Senza di loro – continua – non ce l’avrei fatta. Emanuela nella prima fase mi ha dovuto frenare. Tenevo un ritmo più alto delle tabelle. Visto il caldo avrei potuto pagarlo. Alessio mi ha aiutato nella salita al Passo della Colla di Casaglia, il punto più alto, e nella successiva discesa. Flavio mi ha dato un grosso sostegno verso il 90° km, quando una crisi psicologica rischiava di compromettere tutto.” “Abbiamo affrontato la gara – dice Alessio Alfier, curatore dell’intera preparazione – alternando rigorosamente periodi di corsa e periodi di camminata. In questo modo l’andatura è stata regolare ed all’arrivo c’è stato anche un piccolo sprint.” La preparazione per la gara è durata sei mesi ed è stata divisa in tre parti: una prima parte di ricerca del fondo con allenamenti sui 20 km, per un totale di 70-80 km a settimana. Una seconda fase alla ricerca della, velocità, abbinato al potenziamento muscolare. “Al termine di questi due cicli – ci dice Marina – è stata importante la Maratona di Roma, corsa in 4h 15 m, come avevamo previsto. La prova che eravamo sulla giusta strada.” Nella terza fase gli allenamenti prevedevano due sedute sui 20-25 chilometri successive: la prima il sabato sera, la seconda la domenica mattina. Per incrementare ancora la resistenza. “In questo modo – dice Alfier – abbiamo ottimizzato gli sforzi: fare allenamenti troppo lunghi poteva significare risentirne a livello di tendini e muscolatura.” In questa fase il totale dei chilometri settimanali è passato a più di 100. “In gara - continua – è importante alimentarsi e reintegrare. Anche se non ne avresti voglia. E’ importante reintegrare i sali e gli zuccheri con fette biscottate, miele o marmellata.” “Li per li è difficile – conclude Marina Bollini - rendersi conto di essere arrivata fino in fondo. Ma la soddisfazione è direttamente proporzionale alla fatica. Ripensando a questi mesi, al duro impegno, allo scetticismo che mi circondava, ricorderò questa esperienza come una vittoria mia personale e di chi mi è stato vicino. Forse ho scoperto d’essere un’ultramaratoneta”. E ride. Prossimo obiettivo: la maratona di Firenze. Ma prima un’intera estate per rigenerarsi e riprendere la preparazione. Edoardo Schettino |